Torre delle Cannelle Stampa E-mail
TORRE DELLE CANNELLE 
Questa torre è la prima che si incontra verso nord appena passato il confine dello Stato dei Presidi. La torre dista quattro miglia da Talamone e faceva parte del Presidio di Talamone; le difese costiere di questo Stato erano infatti divise in Presidi.
Di tipologia edilizia cinquecentesca, cioè a pianta quadrata con basamento a scarpa sormontato da un cordolo e scala esterna con ponte levatoio, la torre è circondata da un cortiletto racchiuso da una cinta muraria come gran parte delle torri costruite in questo Stato. Pertanto l'origine dell'edificio, anche se mancano notizie a questo riguardo, è da collocarsi intorno al 1565, allorché furono edificate le altre torri del sistema costiero che facevano parte delle imponenti opere fortificate dello Stato spagnolo.
Non è da ritenere probante il fatto che il Malavolti, nel 1573, non la segnali nella sua Pianta dello Stato Senese, in quanto vi si possono riscontrare molte altre lacune e la stessa omissione si trova ripetuta anche in altre carte di epoca posteriore.
L'edificio risulta invece presente in una Pianta del litorale toscano, in una Pianta dello Stato Senese, in una Carta del litorale del Granducato di Toscana, ed in numerose altre mappe.
In una relazione datata 1° ottobre 1739, presentata alla Regia Corte di Napoli dal Mariscal de Campo Don Carlos Blom, a proposito di una Visita general de 105 Presidios de Toscana, si trovano notizie su tutte le fortificazioni; in essa si legge, a firma dell'ingegner Juan Manti, che la torre necessitava di due pezzi di artiglieria poiché si trovava sul confine e inoltre, versando in pessimo stato di conservazione, doveva essere riparata.
Tali opere non furono probabilmente eseguite dal momento che una nuova richiesta di riparazioni venne avanzata il 29 aprile 1783 dall'ingegnere militare Gio Castelnuovo Landini. Secondo la descrizione, la torre versava veramente in pessime condizioni: dal cordone in giù, il paramento doveva essere ripreso, mentre nella parte alta doveva essere addirittura rifatto. Si rendeva inoltre necessario ricostruire la volta superiore con un manto di copertura in coccio pesto e un parapetto per la terrazza a un'altezza costante di 100 palmi. Per salire al primo piano mancava una scala che venne eseguita in legno, come la porta di accesso. Nell'elenco dei lavori si trova anche un riferimento all'intonaco della cisterna e delle pareti interne della torre; infine doveva essere risistemato il muro del recinto. La spesa per il restauro venne approvata l'anno seguente, esattamente il 24 febbraio 1781.
In una carta del XVIII secolo, la torre, che risulta essere di dimensioni notevoli, è rappresentata in sezione; si possono vedere quindi i due locali voltati all'interno di cui il superiore è diviso da un solaio in legno.
Nel 1806 dopo l'annessione dello Stato dei Presidi al Regno d'Etruria venne fatto un censimento di tutte le torri e dei porti appartenuti agli spagnoli; nella relazione relativa, la volta superiore della torre non risulta idonea a sostenere la batteria; si segnala inoltre la carenza di alloggi per la guarnigione e si consiglia di fare una mezzaluna per una miglior difesa dalla parte rivolta verso il mare. Gli interventi richiesti non furono mai effettuati.
L'edificio, giunto ai giorni nostri in pessime condizioni di conservazione, è stato adibito a civile abitazione apportandovi numerose modifiche e aggiunte.
Al Catasto Leopoldino la torre risulta di proprietà delle Imperiali e Regie Fabbriche ed è indicata come "torre a chiostra di braccia quadre 160".
La mappa catastale fu redatta dal geometra Luigi Baglini nel 1824; la particella corrispondente è la n. 22 10.